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STANZE E LETTI SEPARATI. PER VIVERE MEGLIO?

Dalla Gran Bretagna una provocazione: meglio dormire separati. Si guadagna in salute e funziona meglio anche la coppia. E non sarebbe una novità. Nell'epoca vittoriana, così come nell'antica Roma, il talamo nuziale era considerato solo il luogo dove trascorrere momenti “piacevoli”. Poi ognuno nel proprio letto.


(GAC) - Condividere il letto sembra essere causa di problemi fisici e relazionali. È quanto sostiene Neil Stanley, direttore dello Sleep Lab (Laboratorio del Sonno) dell’Università del Surrey. Lo studioso britannico ha preso in esame le abitudini di 40 coppie di età compresa tra i 20 ed i 59 anni, ed ha concluso che, fra le coppie che dormono nello stesso letto, la qualità del sonno è peggiore nel 50% dei casi. La spiegazione è semplice.

Dormire è un atto inconsapevole, del tutto solitario e fisiologicamente egoista. Di notte ognuno asseconda le esigenze del proprio organismo, senza preoccuparsi del riposo di chi gli è accanto. Alzarsi per andare in bagno, agitarsi nel letto, russare, coprirsi e riscoprirsi, parlare nel sonno, tenere la finestra aperta o la luce accesa per leggere, mentre il partner preferirebbe la finestra chiusa ed il buio, sono azioni (alcune del tutto inconsapevoli) che mettono a rischio la qualità del sonno del partner. E riposare male peggiora la qualità della vita e fa aumentare i rischi per la salute.

Depressione, ictus, disturbi respiratori e cardiovascolari, incidenti automobilistici e lavorativi sono dietro l’angolo. E forse anche il divorzio. Lo studioso, inoltre, spiega che dormire insieme viene considerato un segno insostituibile di intimità e dormire separati appare “culturalmente sbagliato”, ma in realtà l’intimità della coppia si vive e si apprezza da svegli e non durante il sonno.

Quella di condividere il letto è un’abitudine relativamente recente nella storia dell’uomo. Per secoli moglie e marito hanno dormito in camere separate. Durante la rivoluzione industriale, quando le persone si trasferivano dalle campagne alle città per lavorare nelle fabbriche, erano costrette a vivere in spazi ristretti e dunque a dormire insieme. Ma nell'età vittoriana, così come nell'antica Roma, il talamo nuziale era solo il luogo dove consumare i rapporti sessuali, poi ognuno nella propria stanza. 

Stanley, comunque, non è drastico nella sua posizione e non invita alla rivoluzione culturale della divisione dei letti. Se si condivide il sonno beatamente insieme con il partner non c'è alcun motivo di cambiare abitudine. Tant’è vero che nel suo studio è emerso che le coppie non accettano di buon grado l’idea di separarsi la notte, e che solo l’8% delle coppie over 40 decide di dormire in letti separati. Ma se al contrario il riposo viene ostacolato è meglio ricorrere ai ripari: ognuno per la sua stanza e la salute della coppia è salva.


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