INDAGINI PRELIMINARI NELLA COPPIA INFERTILE: IL FATTORE TUBARICO
Lamberto Coppola, Bruno Barba, Giovanni Presicce,
Ilaria Ortensi, Giovanni Andrea Coppola, Gaiancarlo Locorotondo,
Riccardo Gismondi, Paolo Caroli, Eugenio Caroli Casavola
Centri Associati di Fisiopatologia della Riproduzione Umana
TECNOMED, Nardo’(LE) e Roma, e Casa di Cura Salus - Brindisi
Centri Associati di Fisiopatologia della Riproduzione Umana
TECNOMED, Nardo’(LE) e Roma, e Casa di Cura Salus - Brindisi
RIASSUNTO
La sterilità femminile da
fattore tubarico rappresenta una delle principali indicazioni a un
ciclo di fecondazione in vitro (FIV). I progressi compiuti in tale
campo dalla medicina consentono oggi una accurata valutazione della
entità del danno, del grado di compromissione dell’organo e delle cause
che lo hanno determinato.
L’approccio diagnostico alla
sterilità da fattore tubarico deve infatti valutare il grado di
ostruzione della salpinge che può essere parziale o totale, l’eventuale
danneggiamento della mucosa tubarica, lo spessore della parete della
salpinge, la compromissione dello strato muscolare con conseguente
alterazione dell’attività peristaltica e aumentato rischio di
gravidanza extrauterina.
Gli ultimi studi associano,
inoltre, la presenza di idrosalpinge ad un minore tasso di successo dei
cicli di PMA e la salpingectomia eseguita prima della FIV sembra
migliorare l’outcome riproduttivo.
Lo studio morfologico e
funzionale della tuba è oggi effettuato con tecniche poco invasive ed
ambulatoriali, associate possibilmente all’isteroscopia, come
Ecoisterosalpingografia, IUTK e Rxisterosalpingografia, che però
richiede la presenza di strumentazione radiologica. Indagini più
complesse ed invasive sono invece Videolaparoscopia con
salpigocromoscopia percelioscopica, Idrolaparoscopia, Falloppioscopia e
salpingoscopia
Un accurato inquadramento
diagnostico consente la scelta dell’opzione terapeutica più giusta che
può essere l’approccio microchirurgico o la PMA.
L’associazione
microchirurgia-PMA consente la soluzione del problema in più della metà
delle donne affette da patologia tubarica
INTRODUZIONE
Il Fattore Tubarico rappresenta la
principale causa femminile di infertilità. L’incidenza di questa
patologia appare molto variabile in base ai diversi studi condotti;
rappresenta il 16-40% di tutte le cause femminili di infertilità e
negli ultimi anni sembra non aver subìto grosse modificazioni
nonostante i progressi della prevenzione e della terapia. L’integrità
anatomica della tuba è indispensabile per garantire un suo corretto
funzionamento.
Le funzioni della tuba sono
molteplici: trasporto e nutrimento dei gameti, captazione ovulare,
mantenimento di un ambiente adatto alla fecondazione, trasporto e
nutrimento dello zigote (1).
Il funzionamento della Tuba di
Falloppio è, quindi, molto complesso e risulta adeguato a condizione
che siano rispettate le seguenti condizioni anatomico-funzionali (1)
(2):
§ Padiglione adeguatamente aperto;
§ Organo libero da aderenze;
§ Integrità dello strato muscolare;
§ Pervietà del lume tubarico;
§ Integrità della mucosa ciliata.
L’eziopatogenesi del danno tubarico riconosce cause diverse:
§ Causa infiammatoria:
il processo infiammatorio (secondario ad infezione tubo-peritoneale, ad
un processo endometriosico o ad un intervento chirurgico) determina
attivazione dei linfociti e macrofagi e conseguente produzione di
prostaglandine e citochine, crea aderenze dovute all’azione dei
fibroblasti e al deposito di fibrina, distrugge la tonaca muscolare e
danneggia le cellule ciliate che non hanno nessuna tendenza alla
rigenerazione. Quando il processo infiammatorio cessa, spontaneamente o
in seguito a trattamento, possono persistere esiti come Agglutinazione
delle Fimbrie, Scleroatrofia o Ipertrofia della tonaca muscolare,
Deciliazione della mucosa. Da tutto ciò consegue un’ obliterazione
totale o parziale, uni o multifocale, che può essere corretta
chirurgicamente. Possono inoltre persistere focolai infiammatori che
assumono un’evolutività cronica.
§ Causa infettiva: è la causa più frequente di lesioni tubo-peritoneali (80%). A tal proposito vale la pena ricordare che la Clamidya Trachomatis è
il germe più spesso evidenziato attraverso la ricerca diretta su
tampone cervicale, meglio se associato a quello uretrale, nonché alla
sierodiagnosi. La Neisseriae Gonorreae rappresenta, a seconda
delle statistiche, il 5-32% delle salpingiti acute. Gli anaerobi si
associano spesso alla Clamidya e ai Gonococchi mentre appare ancora
controverso il ruolo di Ureaplasma Urealitycum e di Mycoplasma Hominis. La Tubercolosi Genitale,
invece, rappresenta solo il 6-10% delle cause infettive di lesione
tubo-peritoneale. La frequenza di questa malattia è diminuita in
maniera considerevole dal 1950 con lo sviluppo della vaccinazione di
massa, della terapia antitubercolare e con il miglioramento delle
condizioni igienico-sanitarie. Nei Paesi in via di sviluppo la TBC
rimane ancora fortemente endemica e i flussi migratori hanno
contribuito negli ultimi anni a una ricomparsa del fenomeno in Paesi in
cui appariva completamente debellata. I fattori di rischio per processi
infettivi sono rappresentati, oltre che dalle Malattie Sessualmente
Trasmessibili, anche dai dispositivi contraccettivi intrauterini, dalle
manovre intrauterine diagnostiche o/e terapeutiche senza adeguata
asepsi ed antisepsi.
§ Causa iatrogena:
tutti gli interventi chirurgici all’interno della cavità addominale
favoriscono la comparsa di aderenze pelviperitoneali con un rischio
minore per gli interventi eseguiti in laparoscopia.
§ Endometriosi
§ Malformazioni congenite: diverticoli congeniti, tube accessorie, assenza di segmenti tubarici, sindromi DES, patologia delle ciglia immobili (Sindrome di Kartagener).
LA SEMEIOTICA CLINICA
L’anamnesi
Un adeguato studio clinico del
problema non può prescindere da un’accurata indagine anamnestica in cui
vanno ricercati tutti i dati che possono far pensare ad una causa
tubarica di sterilità:
§ storia pregressa di infezioni genitali e malattie sessualmente trasmesse;
§ storia pregressa di cistiti ricorrenti;
§ storia di stati febbrili con algie addominali sine causa in
età infantile e/o adolescenziale specie se associate ad inspiegabile
costipazione dell’alvo. Tali quadri clinici definiti genericamente dai
curanti o/e dai pediatri “febbri viscerali” possono in realtà nascondere pelviperitoniti sub cliniche coinvolgenti le salpingi con conseguente sterilità femminile (Sindrome genito colica del Vercesi);
§ storia di appendicectomia complicata da peritonite;
§ storia di infezioni post-partum o post-aborto;
§ uso attuale o pregresso di IUD;
§ storia di endometriosi pelvica;
§ antecedenti interventi chirurgici o esami strumentali sugli organi pelvici.
L’esame clinico
È molto difficile evidenziare segni
di compromissione tubarica con il solo esame clinico che, il più delle
volte, risulta completamente negativo. Solo in alcuni casi si evidenzia
una certa rigidità e/o dolorabilità annessiale mono e/o bilaterale,
lateroflessioni o retroversoflessioni uterine non riducibili che
possono far sospettare la verosimile presenza di un fattore tubarico
per esiti flogististi.
Si possono anche ricercare segni clinici minori di sospetto come:
§ cicatrici addominali;
§ segni di endometriosi ovarica, del collo o del setto retto-vaginale;
§ dolorabilità annessiale alla palpazione;
§ altri segni di processi flogistici in atto come leucorrea,
§ idrorrea, che è spesso espressione della presenza di idrosalpinge.
A tal proposito vorremmo ricordare
come, in questo ultimo caso, le tube si presentano dilatate da una
raccolta fluida-mucosa originata dalle cellule mucosecernenti
dell’epitelio tubarico e che, per cause ancora oggi non completamente
chiarite, l’idrosalpinge si associa ad un outcome riproduttivo peggiore
in caso di PMA, probabilmente per un reflusso di liquido in cavità
uterina con azione embriotossica e modificazione della recettività
endometriale. In questi casi, inoltre, la percentuale di abortività
sarebbe maggiore rispetto ai groppi di controllo (2).
Il riconoscimento della concomitante
presenza di idrosalpinge prima di intraprendere un programma IVF/ICSI
con indicazione diversa dal fattore tubarico, rimane ancora oggi una
tappa diagnostica preliminare importante. L’interruzione chirurgica tra
l’idrosalpinge e la cavità uterina, oppure l’agoaspirazione preventiva
della sacca, ristabilirebbe infatti le condizioni favorevoli
all’impianto, diminuendo così le delusioni derivanti dai fallimenti,
già così frequenti nelle coppie che si sottopongono a procedure di PMA
(2).
LA DIAGNOSI STRUMENTALE
Gli esami oggi a nostra disposizione per lo studio della tuba sono:
§ Rx Isterosalpingografia
§ Eco Isterosalpingografia (Sono Isterosalpingografia )
§ Videolaparoscopia con salpigocromoscopia percelioscopica
§ Idrolaparoscopia
§ Falloppioscopia e salpingoscopia
Pur trattandosi di indagini di
secondo livello, ovvero indicate dopo aver escluso situazioni cliniche
che necessitano comunque un trattamento di PMA, siamo dell’avviso che
esse debbano in ogni caso eseguirsi per uno studio completo e razionale
della coppia. Tale esigenza deriva non solo dalla necessità di
identificare quelle patologie femminili (per esempio la già citata
idrosalpinge) che potrebbero interferire sull’impianto embrionario dopo
tecnica di PMA, ma anche dal rispetto della Legge 40/2004 che prevede
una gradualità di interventi diagnostici e terapeutici.
Rx Isterosalpingografia (ISG)
È un esame radiografico della cavità
uterina e del lume tubarico resi opachi mediante l’iniezione
all’interno dell’utero del mezzo di contrasto organo-iodato.
L’esame deve essere effettuato in
fase proliferativa del ciclo tra l’ottavo e il dodicesimo giorno; un
esame effettuato in fase secretiva fornisce immagini di pessima qualità
ed, inoltre, risulta nocivo per un’eventuale gravidanza all’inizio.(3)
L’ISG è indicata nella valutazione
della sterilità tubarica poiché segnala il lato colpito e individua a
quale livello si è creato l’ostacolo; è una tecnica praticabile anche a
livello ambulatoriale, a basso costo, con scarse complicanze e con una
sensibilità e una specificità rispettivamente del 65 e 83%.
I limiti dell’ISG sono legati alla
cattiva visualizzazione del padiglione e delle sue fimbrie (4), alla
assenza d’informazioni sulle eventuali lesioni situate a monte e a
valle dell’ostruzione tubarica stessa (4), alla non visualizzazione di
una eventuale lesione peritoneale associata (endometriosi), alle sue
possibili complicanze, quali dolore, infezione e bleeding.
In un recente studio è stato
dimostrato che l’uso routinario dell’ISG precedente alla laparoscopia
con cromoscopia non reca alcun vantaggio in termini di pregnancy rate
nei 18 mesi successivi rispetto alla sola laparoscopia con cromoscopia.
(5).
Altri studi dimostrano un PPP della
ISG inferiore rispetto alla LPS (5), e una concordanza con i risultati
della LPS intorno al 90%. (6).
Eco Isterosalpingografia
È possibile studiare la pervietà
tubarica attraverso l’iniezione di soluzione fisiologica per via
transcervicale durante l’esecuzione di una ecografia transvaginale,
seguendo la fasi di riempimento della cavità uterina, il successivo
passaggio transtubarico del liquido attraverso il color Doppler e la
presenza di liquido nello scavo del Douglas al termine dell’esame.
I vantaggi di questa tecnica sono
essenzialmente legati alla sua facile esecuzione, al basso costo, alla
buona tollerabilità da parte della paziente. La facile ripetibilità
dell’esame riduce, inoltre, il numero di falsi positivi.
Gli effetti collaterali sono assai
moderati e prevedono: dolore pelvico e crisi vagali (8%) (5). La
difficoltà nella visualizzazione delle tube data la loro tortuosità
viene in parte superata con l’utilizzo dell’ecografia tridimensionale.
(7)
Un recente studio compara l’efficacia
della ecoisterosalpingografia tridimensionale rispetto alla LPS
diagnostica nello studio della pervietà tubarica.
L’Ecoisterosalpingoscopia ha mostrato
una sensibilità del 100% con una specificità del 67%, un PPP dell’89% e
negativo del 100% (5).
Si è avuta concordanza con i dati della LPS nel 91% dei casi.
Altri studi mostrano una concordanza variabile dall’82.6% all’89.6% (5) (6) (7)(8) (9) (10).
La valutazione della coppia infertile
non può comunque prescindere da uno studio approfondito dello stato di
benessere delle tube. Alla luce delle informazioni che può fornire,
allo stato attuale, la laparoscopia associata alla cromosalpingoscopia
appare la tecnica più accurata per la valutazione delle salpingi. La
necessità del ricovero ospedaliero e dell’anestesia generale né fanno
però una tecnica dagli alti costi e non sempre ben accettata dalle
pazienti (11) (12).
In virtù di questo la laparoscopia
non appare proponibile come primo approccio al fattore tubarico e
rimane pertanto indicata per uno studio di secondo livello.
Negli ultimi anni l’ISG ha perso
molto del suo interesse a vantaggio della Sonoisterosalpingografia
nello studio della pervietà tubarica. I suoi bassi costi, la facilità
di esecuzione, la ripetibilità ne fanno una tecnica ambulatoriale ben
accettata dalle pazienti e, pertanto, rappresenta al momento l’esame
ideale per una prima valutazione delle salpingi.
Le tecniche endoscopiche più recenti
presentano un grado di invasività maggiore; offrono la possibilità di
visualizzare lo stato della mucosa ma, proprio in virtù della loro
invasività e di un maggiore rapporto costo-beneficio, si collocano
ancora in seconda linea rispetto alla Ecoisterosalpingografia nella
prima valutazione del Fattore Tubarico.
Videolaparoscopia
La Videolaparoscopia rappresenta il “gold standard”nella studio del Fattore Tubarico.
L’esplorazione della cavità
addominale fornisce informazioni su patologie endocavitarie, aderenze
peritubariche e, attraverso l’esecuzione contestuale di una
Salpingoscopia e di una Cromosalpingoscopia con Bleu di Metilene, è in
grado di valutare con un’ottima sensibilità lo stato della mucosa del
padiglione, la presenza di aderenze al suo interno e la pervietà
tubarica (11)(12).
Tale indagine è però gravata dalla
necessità del ricovero, dell’anestesia generale, dagli alti costi,
dalla scarsa compliance della paziente e dalle complicanze possibili
associate ad un intervento chirurgico.
Idrolaparoscopia (Culdoscopia)
Consente una valutazione endoscopica
della cavità pelvica attraverso un approccio transvaginale nel fornice
posteriore e sotto continua perfusione con soluzione salina isotonica.
Viene solitamente utilizzata in combinazione con l’Isteroscopia
diagnostica e la Cromosalpingoscopia in modo da avere un quadro
completo della valutazione endoscopica (Fertiloscopia).
La tecnica è meno invasiva della
laparoscopia tradizionale, per tanto, rispetto alle altre tecniche di
studio, si propone come indagine ambulatoriale, sicura, a basso costo e
ben tollerata dalle pazienti.
L’eventuale presenza di aderenze e la dislocazione verso l’alto dei padiglioni tubarici compromette il buon esito dell’esame.
Diversi studi affermano la
superiorità in termini di costo-beneficio della Culdoscopia nei
confronti della laparoscopia e della isterosalpingoscopia. (12)
Salpingoscopia e Falloppioscopia
I moderni endoscopi a fibre ottiche
consentono una valutazione endoscopica del lume tubarico. La
salpingoscopia permette la valutazione endoscopica per via retrograda
del tratto ampollare della tuba in corso di laparoscopia o culdoscopia
fornendo precise informazioni sull’aspetto della mucosa tubarica e
sull’eventuale presenza di sinechie.
La Falloppioscopia prevede un
approccio isteroscopico con un incannulamento delle tube con un
cateterino di teflon dall’ostio uterino fino alla fimbria. Consente una
valutazione completa del lume tubarico e della mucosa fornendo più
informazioni della semplice SCS in corso di laparoscopia.(12)
L’aspetto della mucosa tubarica è
strettamente correlato alla prognosi riproduttiva: l’eventuale presenza
di aderenze intratubariche assume un significato prognostico
sfavorevole.
Queste tecniche associate
all’Idrolaparoscopia, al Dye Test e all’Isteroscopia (Fertiloscopia) si
propongono come alternativa del tutto ambulatoriale alla ISG nel primo
approccio alla sterilità da Fattore Tubarico.(11)
Vorremmo infine ricordare, non solo dal punto di vista di citazione storica, l’Insufflazione Utero Tubarica Kimografica (IUTK) o Test di Rubin.
Quest’esame, pur avendo limitazioni interpretative e essendo oggi da
molti considerato senza alcun valore predittivo, a nostro avviso rimane
ancora un semplice test ambulatoriale che, utilizzando un flusso
costante di CO2 attraverso l’apparto genitale femminile e con pressione
prestabilita, riproduce grazie ad un chimografo alcuni tipici tracciati
patognomonici di patologie anatomiche e funzionali del tratto utero –
tubarico. Naturalmente, se l’operatore è esperto nell’interpretazione
dei grafici, questa indagine può essere considerata di primissimo
livello nello studio ambulatoriale iniziale della coppia infertile,
soprattutto perché, scevra di pericoli, dimotra ottima tollerabilità da
parte della paziente. La sua attendibilità è discreta, specie se è
associata ad altre indagini poco invasive, come la
Ecoisterosalpigografia e l’Isteroscopia. (15)
CONCLUSIONI
L’approccio diagnostico alla
sterilità da Fattore Tubarico oggi deve valutare non solo l’aspetto
morfologico di pervietà, ma anche la funzionalità delle salpingi e del
tratto utero – tubarico.
Il grado di ostruzione tubarica può
essere parziale o totale e l’apparente pervietà bilaterale può
associarsi a danneggiamento della mucosa e del sistema ciliare, come ad
alterazioni dello spessore della parete della salpinge. Anche la
compromissione dello strato muscolare determina alterazione
dell’attività peristaltica e aumentato rischio di gravidanza
extrauterina.
Inoltre, gli ultimi studi associano
la presenza di idrosalpinge ad un minore tasso di successo e aumento di
abortività nei cicli di PMA, pertanto la Salpingectomia o
l’Agoaspiarazione della sacca eseguita prima della FIV sembra
migliorare l’outcome riproduttivo.
Alla luce di quando esposto, lo studio morfologico e funzionale della tuba, effettuato con tecniche più o meno invasive, risulta oggi necessario anche prima di intraprendere un programma IVF/ICSI con indicazione diversa dal fattore tubarico.
Tra le procedure meno invasive ed ambulatoriali di prima scelta, specie da parte del Ginecologo Extra Ospedaliero, ricordiamo
Ecoisterosalpingografia
IUTK
Tale indagini migliorano naturalmente il loro valore predittivo se associate ad Isteroscopia Diagnostica.
Rxisterosalpingografia
Quest’ultima indagine ovviamente
richiede ambiente idoneo per la presenza di strumentazione radiologica
ed i relativi operatori tecnici che affiancano il ginecologo
nell’esecuzione dell’esame.
Indagini più complesse ed invasive, da effettuare invece in regime di ricovero e/o Day Surgery sono:
Videolaparoscopia con salpigocromoscopia percelioscopica
Idrolaparoscopia
Falloppioscopia e salpingoscopia
BIBLIOGRAFIA
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