di LAMBERTO COPPOLA
Mai come stavolta la
salute umana, la possibilità di evitare e prevenire sofferenze e
malattie, nonché la tutela dei diritti del nascituro dipendono dal
corretto esercizio dell'informazione. Chi conosce la nostra struttura e
soprattutto la nostra equipe sa che se ora esercitiamo questa magnifica
professione nel campo della fisiopatologia riproduttiva non è certo per
caso o per opportunità, ma perché si è ereditata questa passione e
perché crediamo fermamente che la qualità della vita umana debba essere
tutelata sin dal suo inizio.
La salute sessuale e riproduttiva è infatti un diritto del cittadino, così come vuole la nostra costituzione.
L'approvazione della
legge 40 nel febbraio 2004 da parte di parlamentari opportunisti e
disinformati, grazie anche ad una opposizione senza nerbo, ha generato
sin dall'inizio aspre critiche di un buon numero di persone, di addetti
ai lavori, di coppie infertili, di associazioni di pazienti, di
scienziati come Umberto Veronesi e Rita Levi Montalcini e di illustri
giuristi come Pietro Rescigno, Enrico Quadri, Alfonso Celotto , Luigi
Balestra e Gilda Ferrando.
Questa legge ha generato numerosi problemi, non solo per quel che
riguarda la gestione medico-biologica dei pazienti, ma anche e
soprattutto di carattere economico e sociale. Basti pensare che se
esistono problematiche di coppia non risolvibili in Italia ai sensi
della legge 40 (E non per incapacità scientifica dei Centri!) ci
si deve rivolgere all'estero, spendere tutti i propri risparmi o i
soldi ottenuti mediante mutui dalle banche, con conseguenti deficit
della nostra economia nazionale ed esporto di capitale.
La legge 40 è inoltre caratterizzata non solo da imprecisioni dal punto
di vista medico - sociale, ma anche da paradossi etici, quale per
esempio il divieto di ricorrere alla diagnosi pre-impianto nel
pre-embrione, salvo poi far ricorso all'aborto del feto.
Tutto ciò ha favorito il fenomeno italiano del “Turismo Procreativo” ,
oggi, a distanza di 3 anni, sempre più radicato. Dopo solo un anno
dalla approvazione della legge oltre 3.600 coppie hanno varcato i
confini nazionali, ora si pensa che esse siano più che quadruplicate.
Non è possibile infatti conoscere con precisione i dati, perché in viaggi sono discreti e silenziosi.
A nessuno è dato di sapere, solo forse ai familiari più stretti,
nemmeno al medico curante. Le informazioni vengono prese tramite
internet e così gli accordi con i vari centri esteri, tra cui la Spagna
ha il primato. Spagna, Svizzera, Belgio, Gran Bretagna, Malta e Stati
Uniti accolgono le coppie benestanti, mentre Austria, Repubblica Ceca,
Grecia , Ucraina e Slovenia, sono destinazioni scelte dalle coppie con
qualche problema di natura economico. Ultimamente anche Israele e
Turchia hanno aperto le loro dogane riproduttive alle coppie infertili
italiane.
Chi invece, come spesso
avviene nel nostro sud, non può spendere e vive alla giornata deve
soffrire in silenzio, oppure ricorre al vecchio e sicuro metodo del “fai da te”
. Ci vengono infatti sempre più confidate auto inseminazioni con seme
messo a disposizione da amici, ma soprattutto cognati e addirittura da
suoceri!!!
Nel Sud del “Bel Paese”
infatti la gente ha quasi geneticamente innato il senso
dell'arrangiarsi per sopravvivere….. e sopravvivere significa anche
perpetuarsi e riprodursi!
Tutto ciò non viene registrato e quello che è più grave vengono
compromessi tutti gli studi epidemiologici nel settore, perché tali
dati sfuggono alla conoscenza dell'Istituto Superiore di Sanità per cui
il nostro Registro Nazionale li ignora.
Stando così le cose come può essere effettuato il follow-up dei nati da PMA all'estero o dal “fai da te” degli italiani meno abbienti?
Gli Ostetrici non possono conoscere perfettamente i dati e l'anamnesi
riproduttiva delle pazienti che si accingono a far partorire ed ai
neonatologi non è data possibilità di sapere in quali casi il 50% del
patrimonio genetico dei bambini affidati alle loro cure è diverso da
quello parentale, perché i genitori hanno il timore di comunicare il
concepimento eterologo in un altro stato o peggio ancora se con il “fai da te”. Nei casi di embriodonazione la differenza genetica parentale e fetale è del 100 %.
Il DNA inoltre è anche etnicamente diverso da quello che l'ignaro
medico sospetta... tutti noi sappiamo infatti come possono cambiare le
caratteristiche biologiche individuali da Est a Ovest dell'Europa,
basti pensare alla diversa diffusione in percentuale dei gruppi
sanguigni ABO.
La libertà riproduttiva
del singolo individuo sia esso paziente, medico o biologo, conquistata
con la legge 194/78, è parte inalienabile dei diritti della persona ma
è stata annientata dalla attuale legge 40/2004. Umberto Veronesi
scrisse in merito ai dibattiti sul Referendum Abrogativo della Legge
40: “nel ‘600 Newton, Cartesio e Galileo davano un nuovo assetto
alla concezione del mondo e contemporaneamente le donne venivano
bruciate sul rogo come streghe. Anche oggi, come nel ‘600 il nostro
sistema etico culturale fa fatica a rapportarsi ai nuovi orizzonti
scientifici, che a volte preferisce negare o comunque allontanare da
sé”.
Questa legge ha relegato ad altri Paesi la libertà delle nostre donne e
delle coppie italiane, e ha creato un vero e proprio business della
provetta all'estero, tra l'altro con risultati non certo entusiasmanti
in termini di gravidanza e “bimbo in braccio”.
Nel panorama dei centri
europei di PMA, quelli che in cui prestiamo quotidianamente la nostra
opera sono geograficamente localizzati al Sud dell'Europa. Da questo
osservatorio speciale abbiamo notato come l'esodo delle coppie del Sud
e Centro Italia sia aumentato di pari passo alla media nazionale:
almeno in questo per una volta non siamo rimasti indietro! Forse
le coppie meridionali sono solo un po' più svantaggiate rispetto a
quelle settentrionali, poiché per raggiungere la Svizzera dal Piemonte
o dalla Lombardia basta una passeggiata in automobile.
Negli anni ‘70 il turismo sanitario all'estero delle donne che volevano
abortire contribuì a far approvare la specifica legge a favore
dell'aborto. Chissà se anche per la Procreazione Assistita un giorno
parleremo di corsi e i ricorsi storici in merito alla legge 40.
In ultimo, è bene rammentare che la definizione che l'Organizzazione
Mondiale della Sanità ha dato dello stato di salute e nel senso che
essa non dipende soltanto dall'assenza di un patologia scientificamente
dimostrabile, ma risulta essere l'espressione di una condizione di
completo benessere fisico, mentale, sociale.
Concludo con quanto ha scritto nel 1984 Emanuele Lauricella, padre storico e pioniere della Procreazione Assistita in Europa: “Dovere
di uno Stato moderno è emanare norme precise, poche, semplici ed
efficaci, per evitare danni, pericoli o abusi, tenendo conto delle
diverse etiche vigenti nella nostra società pluralista” .
I nostri legislatori non hanno voluto ascoltare o forse non hanno saputo farlo …
Prof. Lamberto Coppola
Andrologo e Ginecologo - Centri Associati di Fisiopatologia e Criobiologia Riproduttiva
Centro Medico Biologico TECNOMED di Nardò (Lecce)
Casa di Cura SALUS di Brindisi
Casa di Cura FABIA MATER di Roma